A Pan
Musa, tu dimmi del figlio diletto di Ermes,
dal piede di capra, bicorne, di strepiti amante;
che per valli alberate è solito errare
con ninfe danzanti. Esse le cime rupestri
percorrono Pan invocando, dei pascoli il dio
che ha folta la chioma, irsuto signore
di tutte le alture nevose, dei monti sublimi,
dei sentieri sassosi. Egli vaga
qua e là per boscaglie intricate:
ora lo attraggono i rivi sonori,
ora, salito per irti dirupi,
siede e contempla dall'alto le greggi.
dagli Inni Omerici

